Carenza di porti in Sardegna

La Gallura è particolarmente favorita dalla natura, con le sue 23 isole dell’Archipellago di La Maddalena, anche se ben 10 di queste isole sono completamente off-limits per ordine del Parco, cioè con divieto totale di avvicinamento e di ancoraggio!  (secondo me, più per motivi politici, che ecologici). Comunque, oltre agli innumerevoli ripari naturali, nei 50 miglia di costa ci sono tantissimi porti e marina, esattamente 13, distanti uno dall’altro mediamente ogni 6,6 miglia. Ed è per questo che ogni estate c’è una miriade di barche, che ci scorrazzano in piena sicurezza.

Nei restanti 380 miglia di coste sarde, ci sono solo 20 porti e pochissimi ripari naturali e la media delle distanze sale a circa 20 miglia, ma ci sono anche tratte di 35 e 60 miglia di costa senza un porto sicuro.

Ma tutte queste barche della Gallura difficilmente si avventurano oltre Capo Testa a nord e poco oltre Tavolara a sud, proprio perché ci sono pochissimi ripari naturali e rarissimi porti sicuri tutt’attorno alla Sardegna. Anzi, è proprio pericoloso tentare la circumnavigazione della Sardegna e sono in pochi ad averlo fatto. Ciò significa che tutte quelle bellissime località costiere con un grande potenziale turistico nautico, ne sono tagliate fuori e con una grande perdita economica.

Ma questo significa una perdita per tutta la Sardegna, anche per la Gallura, perché la Sardegna potrebbe fare da Polo Nautico per tutto il bacino Tirrenico-Mediterraneo Centrale e fare da base stabile tutto l’anno per decine di migliaia di barche a vela e di grandi yachts. Ci vorrebbe una rete di porti attorno alla Sardegna, idealmente uno al massimo ogni 15 miglia, nonché vari grandi cantieri navali dislocati in Sardegna per il rimessaggio invernale di tante barche di tutte le grandezze. Sarebbe un modo ottimale per creare occupazione e lavoro tutto l’anno.

Intanto vediamo dove mancano i porti.  Da Capo Testa a Stintino, sono 52 miglia di mare aperto al Maestrale, senza ripari naturali, con solo il piccolo marina di isola Rossa e quello di Castelsardo.

Le Colonne d’Ercole del turismo nautico della Sardegna sono rappresentate dal Passo dei Fornelli, tra la Pelosa di Stintino e l’isola Asinara. Sono pochissime le barche che vanno oltre perchè qui inizia il deserto nautico: la parte occidentale della Sardegna, esposta al mare aperto, al micidiale Maestrale che viene dal lontano Golfo di Leone e che colpisce duramente una costa con pochi ripari naturali e pochissimi porti sicuri.

Da Stintino al piccolo marina di Porto Conte sono 36 miglia, mentre per Alghero sono 40…. troppe, per il tratto di costa più pericoloso della Sardegna, con le alte falesie a picco sul mare quasi sempre agitato.

Da Alghero a Bosa sono solo 20 miglia ma poi, dato che Buggerru è sempre insabbiato e quindi inagibile, sono ben 67 miglia per arrivare da Alghero a Portoscuso. Arrivati lì siamo in acque sicure, ma da Calasetta a Teulada sono 26 miglia e altri 26 ancora per Cagliari. Per voi “motoristi” non sarebbe un problema, amenoche non riusciate a trovare carburante, che è un altro grosso problema sulla costa occidentale; ma per noi poveri velisti, che viaggiamo in media a soli 6 nodi quando va bene, dobbiamo calcolare attentamente la navigazione e fare solo brevi soste per il bagno, altrimenti ci troviamo esposti di notte nel mare aperto senza riparo.

Ma la costa orientale non è migliore per la presenza di porti, da Villasimius a Porto Corallo sono 25 miglia e poi altri 31 per Arbatax.

E qui è il bello, nel senso che troviamo delle piccole insenature bellissime e non ci possiamo fermare, se non nell’unico porto di Cala Gonone, piccolo, infido e pericoloso. Quindi se c’è vento di traversia o se non c’è posto, devi navigare in tutto per ben 43 miglia (da Santa Maria Navarrese) fino a La Caletta.

Se vogliamo rendere fattibile e sicura la circumnavigazione della Sardegna in barca e quindi portare il benessere a tanti altri lidi, bisogna costruire almeno altri sette porti,  più tre da ristrutturare e far diventare più sicuri: Bosa, Buggerru e Cala Gonone.

Solo così possiamo prevedere un costante flusso di barche in navigazione tutt’attorno alla Sardegna, portando benessere ovunque e fornendo incentivo alle barche a rimanere più a lungo in Sardegna.

 Tabella distanze tra porti della Sardegna

NB   Se per il maltempo o per esaurita capienza Cala Gonone è inutilizzabile, come spesso accade, il tragitto da S. Maria Navarrese a La Caletta diventa 43 miglia e la distanza media sale a 19,4 miglia.

NB  Sono escluse i piccoli marina di basso pescaggio utilizzabili soltanto dalle barche piccole

( II )      CARENZA  DI  CANTIERI  NAVALI

Tenete presente che c’è un grande flusso di barche a vela proveniente dai freddi mari del nord Europa che si dirigono attraverso lo Stretto di Gibilterra a solcare le acque del Mar Mediterraneo. Le tappe obbligate di questo movimento Ovest verso Est sono Gibilterra, con 1000 posti barca, Mallorca nelle Baleari con 9000 posti barca, Malta 1300 e per finire a Marmaris in Turchia con 2500 posti barca, dove si trova ormeggio sicuro, riparo per l’inverno e tutti i necessari servizi di riparazione e forniture. Nei pur ampi marina di questi grandi centri marini, i posti sono ormai completamente esauriti ed è difficilissimo trovare posto libero.

La Sardegna invece è completamente tagliata fuori da questo grande flusso, se non per qualche tappa sporadica a Cagliari, e la Sardegna quindi sta perdendo una grande opportunità  di sviluppo.

 

                                      Le tappe della navigazione migratoria delle barche a vela

La Sardegna dovrebbe attrezzarsi con delle basi strutturali per ospitare molte migliaia di barche, sia all’ormeggio in marina, sia a terra per l’invernaggio. I grandi numeri forniscono economie di scala e quindi prezzi competitivi, che riempiono i posti. Inoltre permettono alle strutture commerciali di restare aperte tutto l’anno, dato che c’è sempre un nucleo di armatori che svernano a bordo delle loro barche o almeno per il tempo di seguire i lavori di manutenzione e di carenaggio. In Turchia i cantieri addirittura sono attrezzati di camere-foresteria, ristoranti, bar, piscina, biblioteca, sala biliardo e minimarket, oltre ai negozi di fornitura nautica.

 

Immagine satellitare delle migliaia di barche a terra nel grande cantiere
di Marmaris in Turchia

Il travel-lift enorme che lavora anche di notte, tanta è la richiesta di lavoro

SARDEGNA POLO NAUTICO CENTRO MEDITERRANEO TIRRENICO

Tutte le località raggiungibili dal Polo Nautico della Sardegna

La posizione geografica della Sardegna nel bel centro del Mediterraneo, offrirebbe una base perfetta per crociere a vela, che comprenderebbe tutta la Sardegna, la Corsica, la Costa Azzurra, le Baleari, l’arcipelago toscano, quello laziale, la Campania, le Eolie, la Sicilia e la Tunisia, tanto da poter ospitare le stesse barche tutto l’anno, per parecchi anni.

Creato il Polo Nautico e costituito dei grossi cantieri navali, sarebbe il primo passo fondamentale per il rilancio economico del settore nautico ed avrebbe un successo assicurato, dando lavoro non soltanto per l’ormeggio stesso, ma per tutti i servizi connessi, gruisti, pittori, meccanici, falegnami, velai, tappezzieri, per i lavoratori di acciaio inossidabile, di vetroresina e di carbonio, per le forniture nautiche, lavanderia, ristorante, supermercato, carburante, agenzie pratiche amministrative, vigilanza, guardiania, taxi, nolo auto ecc.

Il benessere si estenderebbe a tutti i paesi costieri della Sardegna e per ricaduta, anche all’interno.

( III )      LE PROPOSTE

  1. Costruire nuovi porti a:  Porto Ferro a sud dell’Argentaria
    Zona Capo Mannu
    Costa Verde - Arbus
    Golfo di Palmas
    Capo di Pula
    Capo Ferrato
    Capo Sferracavallo
  1. Ampliamento e risanamento dei porti esistenti:   Bosa, Buggerru, Cala Gonone
  1. Costruzione di centri commerciali attorno ai porti che ne sono sprovvisti (catedrali nel deserto): Stintino, Bosa, Teulada, Porto Corallo, La Caletta
  1. Installazione di impianti di carburante ed assistenza agli ormeggi con gommone, in tutti i porti.
  1. Liberalizzare le coste militari al diporto nautico, per es. Cala Zafferano liberando un ulteriore sicuro riparo a disposizione della collettività.
  1. Costruire due-tre grandi cantieri per il rimessaggio invernale delle barche, ciascuno di 2-4000 posti barca a terra.

Lorenzo Camillo

2 thoughts on “Carenza di porti in Sardegna

  1. si è dimenticato che tra Teulada e Cagliari ci sono i porti di cala Varde comune di Pula e di Perd’e sali Comune di Sarroch

  2. Grazie per il commento, ma non li avevo menzionati per il motivo che, avendo scarsa profondità, non sono utilizabili dalle barche a vela che fanno la circumnavigazione della Sardegna. Ma ció non toglie che possono essere utilizzate dalle barche a motore e quindi da menzionare. Mi scuso per l’omissione.

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