Trekking – per avere turismo tutto l’anno

Sembrerebbe che la Sardegna stia sottovalutando una delle sue maggiori potenzialità turistiche, che richiederebbe un investimento quasi irrisorio: la natura montana per il “trekking”, cioè, lo sport molto in voga all’estero, le escursioni in campagna a piedi, con lo zaino alle spalle.

Le zone montane in Sardegna sono molto adatte, avendo una natura unica per la sua bellezza e pressoché incontaminata. I boschi di querce, la rigogliosa macchia di corbezzolo e ginepro, le masse imponenti di rocce granitiche, scolpite nelle forme più suggestive, formano un’attrazione turistica di inestimabile valore dal punto di vista
produttivo, per quelle popolazioni locali che sappiano organizzarsi e sfruttarla economicamente.

I proprietari di case in Costa Smeralda, specialmente quelli stranieri, mi chiedono sempre dei nuovi itinerari per le loro passeggiate in bassa stagione, ma più che la zona del Gennargentu, che intendiamoci, è una delle più spettacolari del mondo, non mi sembra
che ci siano molte altre alternative organizzate, con percorsi segnalati e facilmente individuabili.

Io penso che questa sia un’occasione da non perdere (come abbiamo già perso quella dei campi da golf, ma quella ha altri costi ed è un’altra storia). Credo sinceramente che non ci sia Comune in quasi tutta la Sardegna, che non abbia una natura sufficientemente bella
ed adatta ad ospitare comitive di escursionisti. Questo tipo di turismo oltre tutto, è rispettoso ed amante della natura ed è un turismo che verrebbe tutto l’anno! Necessita di alloggio, cibo, bevande ed è un naturale complemento dell’agriturismo e dell’artigianato.
Inoltre, l’aprire l’impervio interno della Sardegna al turismo e portarci del benessere, sarebbe il modo migliore per debellare una volta per sempre, la vergognosa piaga del sequestro di persona.

Nei paesi freddi nordici, ci sono tantissime persone che cercano ogni anni, dei luoghi ameni dove passare l’inverno, basta vedere i tanti Jumbo che atterrano ogni giorno nell’Algarve in Portogallo. La Sardegna potrebbe giovarne, creando una nuova industria
turistica funzionante in tutto l’arco dell’anno, portando lavoro e benessere nell’interno, dove più manca.

La prima cosa da fare, sarebbe che ogni Comune individuasse nelle campagne e colline più belle, dei percorsi di vari gradi di difficoltà, sia facili per gli anziani, che difficili per i giovani ed esperti. I tracciati vanno segnalati con delle freccette in legno, magari di diverso colore secondo la difficoltà (però evitare per favore, grandi frecce dipinte sulle rocce).

Quindi si deve procedere alla pulizia del tracciato, togliere il cisto, tagliare un passaggio nella vegetazione più fitta e nel parcheggio di partenza, l’immancabile bidone per i rifiuti ed un cartello di segnalazione. I percorsi per gli anziani potrebbero essere
dotati di qualche panca in pietra e tavolo per il pranzo. Poi si prepara una cartina in più lingue dei vari percorsi, segnando i punti di partenza e di arrivo, la durata in ore, le difficoltà dei percorsi, il dislivello e le varie attrazioni da vedere lungo il cammino.

Ora si deve pubblicizzare la cosa e qui dovrebbe aiutare la Regione, con l’ESIT, inserendola nelle sue pubblicazioni e da distribuire negli alberghi costieri. Suggerirei anche di avvisare le varie riviste specializzate, sia italiane che estere e di inserire una pagina su Internet, che ormai è molto seguito dai giovani.

Fin qui tutto bene, con un costo abbastanza contenuto, ma ora dobbiamo fare un esame di coscienza; in che stato sono le nostre campagne? Ci sono vecchie auto, frigoriferi, lavatrici, buste di plastica e rifiuti vari, abbandonati in giro, lungo le strade e nelle campagne?

Prima di invitare turisti ecologici a passeggiare nelle nostre campagne, bisogna provvedere alle pulizie di casa, poi il successo è assicurato.

Lorenzo Camillo

1996

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