Proposte per superare la crisi in Gallura – L. Camillo

                                                                  English translation
Quale futuro per Arzachena e per la Gallura?

Considerazioni per i nuovi amministratori pubblici

Stiamo attraversando una crisi economica globale senza precedenti molto pesante, e sembrerebbe che abbiamo toccato il fondo, sopratutto per un isola come la Sardegna con una economia fragile e non strutturata. Non possiamo stare ad aspettare che finisca perché ci travolgerebbe ancor di più. Ma possiamo e dobbiamo reagire, solo così potremo cambiare le sorti della Costa Smeralda e dell’economia di Arzachena, della Gallura, se non della Sardegna.

Inutile dire ” c’è crisi mondiale, che possiamo fare?”  Si può fare, perché in giro per il mondo, e neanche troppo lontano, crisi io non ne ho visto. Quest’anno la nostra isola sorella, Mallorca sia in Settembre sia in Ottobre, era piena di turisti e tutti i locali erano aperti e pieni di gente. Allora quale è la differenza con noi? Analizziamola …

Mallorca è più o meno grande quanto la Gallura, il mare è molto meno bello del nostro, anche se un po’ più caldo (si trova più o meno all’altezza di Oristano), ma ha 21 campi da golf, anche a 20 km dal mare e ne stanno progettando altri. Hanno 9000 posti barca, ben riparati dove lasciare la barca anche d’inverno e il 16 Ottobre a Palma, si faceva difficoltà a trovare un ormeggio libero! E se chiedi “Ma quando finisce la stagione e chiudono i negozi?” ti guardano stupiti dicendo “Ma non chiudono mai”.

Un immagine di Mallorca in Ottobre

Cosa vuol dire? Vuol dire che loro hanno un sistema che funziona, cioè delle strutture che garantiscono una certa presenza di turisti tutto l’anno, per vacanza, per giocare a golf, per la caccia, per fare lavori sulla propria barca durante l’inverno, oppure tanti stranieri dai paesi freddi del nord, che risiedono lì tutto l’anno per il clima.

Ma vi pare normale che dopo 50 anni di storia, non ci sia ancora una coppia di anziani che si sia ritirata per vivere la loro pensione in Costa Smeralda?  Anni fa, c’era una di coppia, i signori Roitmeyer, che poi hanno venduto la loro casa al Piccolo Romazzino e sono tornati a vivere in Germania, questo negli anni ottanta. Da allora, nessun altro.

Ma perché noi non abbiamo stranieri residenti fissi in Costa Smeralda? Semplicemente perché tutto chiude a fine stagione. E perché tutto chiude a fine stagione?  Semplicemente perché non c’ è gente: é un circolo vizioso, che assolutamente dobbiamo spezzare, se vogliamo far vivere la Costa Smeralda tutto l’anno ed avere noi lavoro tutto l’anno e non dipendere da una brevissima stagione di  due – tre mesi.  E ogni Giugno, ci chiediamo con ansia, “Ma come andrà la stagione quest’anno?” E abbiamo visto che sta andando sempre peggio!

Quindi la soluzione, se vogliamo trovarla, è di “fare sistema”, creare un sistema che funzioni e che attragga turisti tutto l’anno, e preferibilmente turisti di buon livello,  che spendono bene.

ALLUNGARE LA STAGIONE

La prima cosa da fare è di attivarci ad allungare la stagione. Come? Costruendo e organizzando un sistema turistico da promuovere nel mondo per la qualità e la specificità della Sardegna in primo luogo ed in secondo luogo, la Costa Smeralda: il clima, l’ambiente eccellente, eventi e manifestazioni, sport, golf, mare, tradizioni, la storia della Sardegna. Promuovere non un paradiso artificiale ma una offerta turistica integrata a partire da un ambiente e da un mare come pochi altri paesi hanno nel mondo.

Quindi negozi artigianato, alimentare, golf, trekking, spa, equitazione, archeologia, eventi, grandi sagre ecc, tutto ciò che può attirare il turista oltre la breve stagione estiva.

Ci sono degli accorgimenti che possiamo mettere in moto subito:

1 – Negozi

L’aspetto desolante dei negozi di Porto Cervo in inverno

Bisogna cominciare con i negozi: il primo passo per allungare la stagione dei nostri villaggi turistici è di collaborare tutti insieme ad es. è indispensabile che i negozianti, bar e ristoranti rimangano aperti almeno sei – sette  mesi l’anno, da Pasqua fino al 30 Ottobre, per cominciare. A Porto Cervo questo succedeva negli anni ’70, ma ora abbiamo negozi che aprono solo per due, massimo tre mesi e poi chiudono con fogli di carta che coprono le vetrine, che dopo poco tempo si scollano e rimangono a penzoloni, con effetto devastante per la nostra immagine. Quando il turista trova tutto chiuso e desolante, va via scontento e dice ad altri di non venire, e peggiora sempre di più la nostra situazione.

Poi ogni anno a fine stagione dovremmo obbligare i negozianti a lasciare le vetrine con un minimo di allestimento e decoro, in modo che il turista che dovesse venire in quel periodo, non si spaventi dalla desolazione e scappi via di corsa, dicendo agli amici: “Per carità non ci andare!” Perché la Costa Smeralda non appaia così come un villaggio fantasma, abbandonato improvvisamente da tutti gli abitanti.

2 – Golf

Dobbiamo incoraggiare la costruzione di campi da golf, che portino giocatori anche d’inverno. Si dice che “sul campo da golf non piove mai”, proprio perché i golfisti, tanto sono entusiasti del loro sport, giocano in tutte le condizioni climatiche, vento, pioggia anche neve.

Ai grossi imprenditori che vogliono lottizzare, deve essere proposto di costruire e prevedere anche i campi da golf nei loro progetti, come servizio qualificato, connesso alla ricettività. E ce ne vogliono diversi campi per “fare sistema”, perché il golfista non viene qui per un solo campo da golf, si annoia dopo due giorni e vuole cambiare campo. Fa la vacanza solo dove ci sono diversi campi su cui giocare. Vedi Mallorca che ne ha 21, per non parlare del Costa del Sol con 47 e con altri 43 lungo la costa e l’Algarve in Portogallo con i suoi 37 campi.

Però non necessariamente i campi da golf devono essere ubicati sul mare, vanno bene anche nell’entro-terra. Ci sono molti territori bellissimi nell’agro di Arzachena perfetti per dei campi da golf, che andrebbero studiati e promossi. Ma non si può essere contrari per principio verso la concessione di nuove cubature ai golf, altrimenti non si possono avere nuovi campi, perché sono le case che forniscono la necessaria redditività per pagare l’alto costo della realizzazione del campo da golf, che non si regge economicamente solo con l’incasso dei “green fees”. Però senza esagerare, le cubature devono essere calcolate sul minimo indispensabile per permettere quella redditività e coprire il costo di costruzione del campo, nonché il giusto utile dell’imprenditore.

3 – Trekking

Ci sono altri sport che si possono organizzare facilmente che portano turisti tutto l’anno: il trekking, il footing, le passeggiate in campagna e le arrampicate nelle colline e nei monti, il rock climbing, il parapendio. Ci vogliono dei percorsi sicuri, con la segnaletica, lontano dal traffico delle strade; ci vogliono le piste ciclabili per le mountain-bike (per esempio da Arzachena a Cannigione e lungo il mare fino a Palau).

Mancano gli appositi sentieri nella natura 

Poi c’è il turismo archeologico, gastronomico, artistico-culturale ecc. I centri paramedici, centri di benessere, le spa, che lavorono tutto l’anno, l’equitazione. Sono tutte cose che andrebbero organizzate e promosse seriamente e coordinate a livello regionale per fare un sistema globale, che incentiverebbe i turisti a tornare parecchie volte in Sardegna.

4 – Cantieri rimessaggio barche

Servono cantieri navali per il rimessaggio delle barche. Nel Comune di Arzachena non si riesce a mettere a terra una barca a vela (se non a prezzi altissimi ma solo a Porto Cervo), perché Cala Bitta è insabbiata e a Cannigione non si dà questo servizio, quindi si deve guardare altrove, forse Olbia oppure Arbatax. E’ un business perduto, che avrebbe portato gli armatori qui in ogni periodo dell’anno per seguire i lavori, alimentando i vari locali commerciali e gli artigiani. Il Golfo di Arzachena si presta bene, essendo riparato dal Maestrale. Lì ci vorrebbe un rimessaggio per due–tre mila barche; ecco una bella opportunità di investimento e di lavoro.

Le tappe della navigazione migratoria delle barche a vela

Tenete presente che c’è un grande flusso di barche a vela proveniente dai freddi mari del nord Europa che si dirigono attraverso lo Stretto di Gibilterra per solcare le acque del Mar Mediterraneo. Le tappe obbligate di questo movimento Ovest verso Est sono Gibilterra, con 1000 posti barca, Mallorca nelle Baleari con 9000 posti barca, Malta 1300 e per finire a Marmaris in Turchia con 2500 posti barca, dove si trova ormeggio sicuro, riparo per l’inverno e tutti i necessari servizi di riparazione e forniture.

Ma con il vertiginoso aumento delle barche in questi ultimi anni (se ne costruiscono migliaia ogni anno in Europa) nei pur ampi marina di questi grandi centri marini, i posti sono ormai completamente esauriti ed è difficilissimo trovarne liberi.

La Sardegna invece è completamente tagliata fuori da questo grande flusso, se non per qualche tappa al volo a Cagliari e sta perdendo una grande opportunità. Andrebbe inoltre completata la costruzione dei porti che mancano sulla costa occidentale, per dare la possibilità al turismo nautico di fare la circumnavigazione della Sardegna, che ora è intrapresa solo da pochi temerari.

Sardegna – centro del Polo Nautico del Mediterraneo Centrale

La posizione geografica della Sardegna e in particolare di Arzachena, con l’arcipelago di La Maddalena, offrirebbe una base perfetta per crociere a vela, ma che comprenderebbe tutta la Sardegna, la Corsica, la Costa Azzurra, le Baleari, l’arcipelago toscano, quello laziale, la Campania, le Eolie, la Sicilia e la Tunisia, tanto da poter ospitare le stesse barche tutto l’anno, per parecchi anni.

Il Comune di Arzachena dovrebbe quindi prevedere nei suoi piani urbanistici la possibilità di un grande cantiere navale per il rimessaggio delle barche ed incoraggiare la sua realizzazione, così come i Comuni sulla costa occidentale per i porti che lì mancano. La Sardegna quindi gioverebbe di questa grande opportunità offerta dalla nautica internazionale.

5 – Giovani

Con adeguati porti turistici e cantieri di rimessaggio ci sono tantissime opportunità di lavoro per i nostri giovani, per tutti i servizi connessi alle barche:

marinai, skipper, gruisti, pittori, meccanici, falegnami, tappezzieri, e giovani ascoltate bene, velai (questa é una nuova interessante professione), rigger (manutentore e regolatore del sartiame), installatori di elettronica sulle barche (interessantissima e remuneratissima professione), lavorazione del carbonio (il materiale del futuro per le barche), per i lavoratori di acciaio inossidabile, di vetroresina, per le forniture nautiche e bunkeraggio (la fornitura di carburante), e poi lavanderie, ristoranti, supermercati, agenzie per le pratiche amministrative, vigilanza, guardiania, poi c’é lavoro per i taxi, il nolo auto e moto ecc.

Un grandissimo indotto gira attorno ai grandi marina e ai cantieri navali, che offrirebbe molte nuove opportunità e posti di lavoro per i nostri giovani.

 L’affollatissimo mega-cantiere di Marmaris in Turchia dove il varo delle barche avviene anche di notte, tante sono le richieste


6 – Sistema Sardegna

Continuo a restare meravigliato e addirittura sconcertato, dal fatto che molti turisti che ho conosciuto e anche dei proprietari di case in Costa, non hanno mai visitato il resto della Sardegna e quei pochi che l’hanno fatto, ne sono entusiasti. Questo vuol dire che noi non facciamo abbastanza per “fare sistema” della Sardegna intera. Se lo facessimo seriamente, tutti i visitatori si renderebbero conto che c’è tantissimo da vedere e da fare in Sardegna e che dovranno ritornare tantissime volte per vederla tutta, e in tutte le stagioni, il che contribuirebbe a creare quella massa critica mancante, di cui abbiamo tanto bisogno.

La Sardegna in effetti è un “piccolo continente”, tanto vario nella sua geografia, nella sua storia, archeologia, nella cultura, nei cibi, nei vini, nei costumi, feste e folklore e nei suoi prodotti artigianali e alimentari, e le sue attrazioni sono inesauribili. Io in 40 anni di escursioni, continuo a trovare posti nuovi ed incantevoli (ad elencarli tutti adesso finirei domani)

Basti sapere che al nord bisogna proporre ai nostri turisti le attrazioni del sud, come loro al sud devono proporre le attrazioni del nord, senza gelosie e invidie locali, con una visione globale del “sistema Sardegna”. Solo così avremo turismo tutto l’anno e una economia stabile e fiorente.

Trovo riduttivo ed uno spreco di fondi ed energie quando vari Comuni singoli si presentano alle fiere internazionali, mentre invece si dovrebbe fare uno sforzo unitario assieme alla Regione per promuovere la Sardegna intera, con un risultato molto più efficace. Due grandi nuovi mercati emergenti da coltivare sono la Cina e l’India. Quest’inverno ho visto dei paesini turistici all’interno della Repubblica Ceca, invasi da turisti cinesi, nonostante il fuori stagione, il freddo, la neve ed i castelli e negozi  chiusi.

PROBLEMI

Ora arriviamo ai problemi che dovremo risolvere.

a) Trasporti

I trasporti sono un grosso problema. Venire in Sardegna in generale costa troppo, sia per mare che per cielo. In Agosto Meridiana chiedeva 680 Euro per andata e ritorno Olbia-Firenze, ma con questo prezzo si va a New York due volte! Ora ci si sono messi anche i traghetti con i prezzi alti.

Ormai le abitudini vacanziere sono cambiate, la gente non compra o affitta l’appartamento per fare due mesi di vacanza, preferisce fare vari piccoli soggiorni durante l’arco dell’anno in giro per il mondo. Oggi con i voli low-cost il viaggio è il minor costo della vacanza. Si consulta internet e si sceglie tra le offerte che costano meno, per dove andare per il week-end. E noi ci dobbiamo adeguare nel fuori stagione con delle offerte globali e accattivanti, per esempio, pacchetto volo, hotel e auto in occasione della Cavalcata Sarda di Sassari, per il Carnevale di Tempio, le cortes aperte nei vari paesi dell’interno, la sagra delle castagne, il tour archeologico e così via.

Con trasporti più accessibili, avremmo più turisti, anche d’inverno e proprietari di case che ci vengono più spesso e più volentieri per il solo fine-settimana, alimentando quella massa critica che permetterà ai negozi di stare sempre aperti.

b) Spiagge

E qui veniamo ad un altro problema delicato per chi ha già la casa in Costa Smeralda: non può più andare in spiaggia, non trova un lembo di sabbia libero, perché le spiagge sono tutte stracolme di gente, di gente che viene da tutta la Sardegna per “vedere i VIP” della Costa Smeralda e perché qui da noi trovano tutto pulito e tutto gratis. In altri lidi sardi c’è il numero chiuso e si paga l’accesso alla spiaggia, ma non qui. Non so perché. Spero che non si arrivi al punto che vediamo nella foto.

Evitiamo questo

Da noi qualcuno si, paga pochi Euro per un posto in un parcheggio polveroso sotto il sole, ma tanti neanche questo, perché parcheggiano le loro auto sui marciapiedi, oppure si addentrano nella macchia mediterranea distruggendola, senza pagare e senza alcun controllo. Sempre con grave danno alla natura e alla nostra immagine per il disordine e l’anarchia che si vede.

L’indecoroso parcheggio in Costa

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa massa di gente toglie spazio nelle spiagge a chi effettivamente ha casa qui e paga alte tasse, quote consortili e quote condominiali. E’ anche per questo che si fa fatica a trovare clienti per affitare gli appartamenti. Che motivo c’è ad affittare un appartamento se poi non riesci ad andare in spiaggia?

Le grandi ville sul mare ancora tirano (ancora per un po’) perché hanno grandi giardini e belle piscine. I loro inquilini non vanno in spiaggia con la macchina, hanno la barca e vanno alle isole. Ma attenzione, ci sono già tante ville in collina sfitte d’estate, perché nessuno le vuole. Molti preferiscono noleggiare un grande yacht e stare in rada; ecco perché vediamo tanti yacht in giro e le ville sfitte. I ricchi in effetti stanno scappando in mare.

Inutile dire “Ma a me che m’importa?” Quando le ville non richiedono più le manutenzioni e i servizi di una volta e non producono più un grande indotto, è a noi abitanti di Arzachena che viene a mancare una grande fonte di guadagno. Infatti leggevo nei giornali dell’aumento del 15% degli indigenti ad Arzachena, un segno preoccupante (fra poco saremo in tanti ad andare a bussare…)

Quindi dobbiamo gestire le spiagge intelligentemente, regolando i flussi che vengono da fuori e riservando spazi ai residenti locali ed ai proprietari ed affittuari delle case della zona. Bisogna rendere impossibile il parcheggio al di fuori delle aree attrezzate per aumentare il decoro ed evitare i “portoghesi” che parcheggiano senza pagare..

c) Parco di La Maddalena

L’irrigidimento dei divieti contenuti nella regolamentazione del parco della Maddalenta sta creando non poche difficoltà al turismo su yacht, che non potendo più godere delle belle isole nelle acque del Comune di Arzachena (tutte in divieto di sosta) sono costretti a dirigersi nelle acque di La Maddalena.

E, malignando si potrebbe pensare che non ci siano solo motivi ecologici e di salvaguardia della natura, ma un gioco politico per spostare i turisti da Arzachena altrove. L’avevo già segnalato nel mio rapporto del 2001 dove indicavo che il 89% dei divieti totali del Parco e il 74% dei divieti parziali, sono proprio nelle acque di Arzachena, su quelle isole che fanno parte del nostro “sistema” e andrebbero invece riconsegnate all’uso dei nostri turisti. ( www.l-camillo.com/blog/?p=29 )

E’ tutto rosso in Costa Smeralda – divieto totale!

Ora il presidente del Parco ha addirittura aumentato i divieti su Mortorio e Soffi, portandoli a divieti TOTALI, quindi la percentuale è aumentata vertiginosamente a danno di Arzachena. Questo non era assolutamente contemplato dal Regolamento attuativo originale, che faceva divieto solo nella parte esterna di Mortorio. Ma nessuno si ribella a questo sopruso e scippo delle nostre isole?

Il divieto totale di Mortorio del regolamento DPR 17 Maggio 1996 prevedeva solo la parte esterna

Che motivo c’è di avere casa e barca in Costa Smeralda, se bisogna andare lontano per fare il bagno? Si è inceppato così, un ingranaggio fondamentale del nostro sistema di “casa e barca” in Costa Smeralda, yacht o gommone che sia. I danni all’economia locale saranno ingenti.

Il pericolo è che chi ha il grande yacht, alla fine si stanca della presa in giro e se ne va altrove. Un consorziato mi ha informato che si è trasferito con la barca in Corsica, dove si trova bene. Il Mediterraneo è grande e ci sono tanti posti belli oltre la Sardegna e rischiamo di perdere quote di mercato, come in effetti sta già accadendo. Quindi bisogna fare squadra tutti insieme per far ridurre i troppi divieti imposti dal Parco sulle isole delle acque di Arzachena.

d) Campi boe


Una boa cosidetta “intelligente” a Porto Cervo

Per quanto riguarda i campi boe, questi sono stati introdotti nel mondo principalmente per salvare le barriere coralline dalle ancore che le sono dannosissime. Recentemente i campi boe sono stati introdotti nel Mediterraneo per proteggere i banchi di poseidonia oceanica, che fanno da habitat a tanti organismi marini e che possono proteggere le coste dall’erosione della sabbia dalle spiagge.

L’altra funzione dei campi boe, è di regolamentare l’afflusso di barche alle località sensibili e fare stare più barche assieme in uno spazio più ristretto. La barca all’ancora ha bisogno di un cerchio molto più ampio per girare con il vento, mentre la boa ha la catena corta, quasi verticale.

Il problema che io sollevo, è il pericolo che con la scusa di proteggere le poseidonie, si cerchi soltanto di fare grossi profitti a danno del turismo nautico in generale. Molte località mediterranee forniscono le boe gratuitamente, pur di farle utilizzare e proteggere l’ambiente. Comunque, essendo difficile per la barca dai 12 metri in su con le fiancate alte, ad agguantare la boa, è effettivamente un ‘occasione per fornire un servizio utile a pagamento, a costo ragionevole intendiamoci, da parte dei giovani di assistere l’ormeggio con un gommone di servizio.

I campi boe di Cala di Volpe e del Pevero che non lasciano spazio alle barche “piccole”

Le rade del Pevero e di Razza di Juncu a Cala di Volpe, sono completamente occupate dalle boe obbligatorie, molto distanziate tra di loro, a disposizione solo per i yacht oltre i 30 metri. Tutte le altre barche sotto i 30 metri non ci possono stare, neanche entro i 300 metri dalla riva, essendo proibito. E se non possono andare alle isole di fronte, dove possono andare? Per fare il bagno tutte le barche devono andare fino a La Maddalena, consumare carburante inquinando l’acqua e l’aria, pagare l’obolo e gettare l’ancora lì, tra l’altro tra migliaia di barche e solo lì tuffarsi per fare il bagno. Ma che senso ha avere casa e barca (sotto i 30 metri) in Costa Smeralda?

Il risultato è che abbiamo meno barche che si avvicinano alle nostre coste e che invece sono costrette a dirigersi altrove, facendoci perdere altra quota di mercato turistico nautico. Anche le nostre rade fanno parte del nostro “sistema” e vanno protette da utilizzi dannosi per la collettività e per la nostra economia.

e) Edilizia

Vorrei fare un accenno a questa industria, che crea lavoro e benessere. Infatti i programmi di sviluppo del Comune di Arzachena prevedono e dovranno prevedere una certa quantità di edificabilità, che è necessaria per creare quelle strutture che fornirà la “massa critica” di abitanti che permetterà ai locali commerciali di rimanere aperti e lavorare tutto l’anno.

Esempi spagnoli da evitare

Ci sarà lavoro per le imprese per parecchi anni, ma attenzione, non bisogna basare l’economia solo sull’edilizia, come hanno fatto gli Spagnoli, portando alla fine la crisi finanziaria del mercato immobiliare, oltre aver rovinato le coste. Questo porta ad una bolla immobiliare che fa crollare i prezzi delle case e peggio ancora, porta alla distruzione del patrimonio naturale, che per noi è la nostra vera ricchezza.

Bisogna quindi preparare i giovani per fare altri mestieri, oltre a impresari edili, come abbiamo detto poc’anzi.  Quando si è costruito tutto quello che c’è da costruire, rimarrà solo la manutenzione e non ci sarà posto per tutte le imprese di costruzione, quindi si devono creare altre fonti di occupazione per i giovani. Come abbiamo visto prima, ci sono tantissime opportunità nell’industria turistico-alberghiero-sportivo-golfistico-nautico che potremo andare ad avviare.

f) Tassa sulle barche

I marina dell’Italia ed in particolare quelli della Sardegna, sono notoriamente molto piú costosi di quelli all’estero e quindi già svantaggiati davanti alla concorrenza, e se avremmo aggiunto la pesante tassa sulle barche che si paventava, si sarebbe rischiato un grande fuggi fuggi dai nostri mari.

Per fortuna che l’azione  delle varie lobby (compresa la nostra) contro la tassa sulle barche ha avuto il suo effetto e il Governo Monti ha fatto marcia indietro per le barche estere non residenti, quindi la stagione nautica è meno a rischio.

Però la cattiva notizie aveva fatto il giro del mondo e ne parlavano tutti i forum nautici stranieri e tutti decidevano di evitare l’Italia. Ma non credo che la nuova buona notizia abbia fatto altrettanta strada. Quindi la Regione dovrebbe corre ai ripari, divulgando la notizia buona a tutti i forum e riviste nautiche straniere. Io qualche Tweet l’ho fatto, ma ci vuole un’azione efficace, da parte della Regione, se vogliamo che le barche straniere ritornino in Sardegna questa estate. 

g) Pulizia di casa nostra

Uno degli ostacoli allo sviluppo del turismo in Sardegna è lo stato indecente della spazzattura lungo tutte le strade ed in ogni piazzola di sosta dell’isola, nonché in molte campagne. Devo dire comunque che il Comune di Arzachena in questo senso è uno dei più virtuosi, ma è anche nel suo interesse fare pressioni su tutti gli altri Comuni della Sardegna affinché ogni Sindaco faccia la sua parte a contribuire a tener pulite le nostre strade, la nostra Sardegna, il nostro “sistema”.

Vogliamo così incorraggiare i turisti a visitare ogni angolo ed apprezzare le molteplici attrazioni turistiche che offre la Sardegna, per meglio godere le loro vacanze, per ritornare più spesso, anche fuori stagione e perché ne parlino ai loro amici. Senza una buona pulizia generale, questo non sarà possibile. Ma non solo per i turisti, anche per un senso di civiltà per noi stessi ed orgoglio per la nostra terra.

 

 APICS

Io faccio parte dell’APICS, Associazioni di Proprietari di Immobili in Costa Smeralda ( www.apics.it ), che si é costituita in associazione proprio per cercare di porre rimedio e di fermare il degrado e salvare il valore dei nostri immobili e di migliorare la qualità delle nostre vacanze in Costa.

Si tratta di tanti piccoli ma grandi problemi, delle spiagge superaffollate, delle alghe, del numero eccessivo e non controllato dei venditori ambulanti sulle spiagge, della viabilità in crisi, della carenza dei parcheggi, del parcheggio selvaggio nella macchia mediterranea, della raccolta rifiuti, della fornitura dell’acqua che spesso manca, delle fogne puzzolenti, del villaggio di Porto Cervo che muore per il caro prezzo dei bar, della brevità della stagione, delle case che non si riescono ad affittare e del degrado generale che vediamo aumentare di anno in anno.

E’ inutile dire, “Ma questi sono problemi vostri, a me che m’importa?” No, se la Costa Smeralda va male, va male per tutti e già lo stiamo vedendo e sentendo con le nostre tasche sempre più vuote. Quindi ci vuole la cooperazione del Comune per risolvere i problemi della collettività, ricordandoci che la Costa Smeralda fa pure parte del Comune ed è una parte importante, per certi versi la più importante.

Noi dell’APICS siamo qui da una vita e conosciamo i problemi, e a volte anche le soluzioni e ci proponiamo come interlocutore con il Comune per discutere e risolvere tutti i problemi che riguardano la collettività, per riportare il territorio allo splendore di una volta, per portare un maggior benessere a tutti gli abitanti di Arzachena e un futuro più roseo e più ricco per tutti.

Lorenzo Camillo

12 Marzo 2012

lcamillo@tin.it

 

 

19 thoughts on “Proposte per superare la crisi in Gallura – L. Camillo

  1. Concordo su tutto, salvo sul punto che finché non riuscirete a entrare nel cda del consorzio i vs sforzi saranno sterili.
    Quanto alla tassa di stazionamento yacht sarà un disastro perché nella
    prossima estate ne passeranno ben pochi dalla Sardegna. Si tratta di un
    “contentino” demagogico del governo alla Camusso che il problema lo conosce solo dai titoli scandalistici dei media e ignora che quando fu introdotta da Soro costava più di quanto rendesse.
    Campi boe: sono sempre stati mezzi vuoti (quello del Pevero completamente) e a occhio costano di più di quello che rendono. (omissis)
    Parco: Si legge che siano in corso trattative per creare un parco unico per le Bocche. Ma chi del Consorzio (e magari dello Yacht Club C.S.) si è mai occupato del problema? Alle riunioni dovrebbe poter partecipare un rappresentante del comune di Arzachena e dello Yacht Club Porto Rotondo, che dovrebbero essere i primi a ribellarsi alle nuove restrizioni imposte a Mortorio, Soffi e Camere.
    E cosa dire del bar galleggiante al Pevero?
    Vittorio Sambuy

  2. Bravissimo, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno e tutte azzeccatissime. Dai salviamo la nostra amata Sardegna! Cambiamo le cose in meglio e progrediamo senza paura e senza mentalità paesana che ci sta uccidendo sin da quando hanno fatto fuggire l’Aga Khan!

  3. Caro Lorenzo, concordo su tutto, ma vorrei poter dire la mia in quanto ai negozi chiusi, la definizione villaggio fantasma nei mesi invernali e’ sotto gli occhi di tutti, ma vorrei far presente che se alcuni servizi rimangono aperti , come farmacia ,poste ,banche ed ora anche un bar, molto e’ dato dalla presenza dei dipendenti starwood …tanti annuali con famiglia a seguito ,che molti consorziati vorrebbero lontani dal villaggio…in quanto non degni….e qui mi fermo. Le altre località straniere che lei menziona sono abitate per tutto l’anno anche da gente comune, qua invece si vuole tenere un certo distinguo…e questo, secondo me, e’ il risultato di tanta desolazione invernale….Ma quanti consorziati vorrebbero avere come vicini di casa un semplice dipendente???..Nessuno…anche perche’ non se lo potrebbero permettere….e vuol dire che va bene così. Con questo concludo, faccia di questo commento quello che ritiene piu’ opportuno, anche perche’ non essendo un consorziato,la mia opinione vale meno di niente.. buon lavoro !!

  4. Gentile Maria,
    grazie per il Suo interessante commento. Per quanto concerne la “schizinosità” dei consorziati per i vicini di casa dipendenti Starwood, questo era pur vero nei tempi dei tempi, ma oggi ritengo che le cose siano cambiate. Ormai è un’altra generazione. L’importante è la decorosità dei balconi, delle aiuole e dei giardini. Il rispetto del vicino ed un comportamento generale civile. E mi auguro che qui ci siamo.

    Io vedrei volontieri un villaggio vero, animato, con persone normali o stravaganti, ma vivo tutto l’anno, e sono molti i consorziati che la pensano così.

  5. Lorenzo,
    tutto ció che scrivi é sicuramente risaputo forse anche a livello regionale, ma purtroppo ci sono TROPPI interessi contrapposti.

    La Sardegna, che a mio avviso ha circa 50% di dissocupati ha un assoluto bisogno di un governo “MONTI”, ma purtroppo non ne vedo nemmeno l´ombra ed anche i giornali isolani dormono di sogni tranquilli e non lo richiedono. C´é un IMMOBILISMO generale per me incomprensibile peró purtroppo reale. Io non ho piú speranze ed andremo verso un lento declino !!

  6. leggo con piacere, anche nei commenti, che qualcuno si lamenta. dopo 32 anni di proprietà in Costa Smeralda posso dire di aver osservato l’evoluzione negativa che tutti ora evidenziano. siamo passati dalla scoperta occasionale, attraverso sentieri sterrati, di spiagge quasi deserte che il mondo ci invidia, da cene rustiche in allegria con i pastori, da pescate mirabolanti da ricordare negli inverni cittadini, dal profumo inconfondibile della vegetazione sarda, ad oggi dove non vado più in spiaggia, non vado quasi più a pescare perchè c’è sempre meno pesce, ceno nel patio con gli amici più intimi perchè ogni volta ed in qualsiasi ristorante è un salasso mangiando anche male, non posso più muovermi liberamente in barca perchè c’è il terrore dello sconfinamento nei parchi, della polizia ed ultimamente anche della finanza (barca di 10 metri e dichiarazione congrua!). in altri paesi i parchi esistono e sono fatti per essere goduti dai cittadini! i viaggi a casa in Sardegna sono sempre più limitati, da Genova dove risiedo, provate a trovare un aereo, ed i traghetti sono consorziati con le banche che erogano mutui per l’acqusto dei biglietti! se non fosse per l’amore che comunque lega me e mia moglie a questa terra meravigliosa, che ci ha dato tante emozioni, oggi veramente sarebbe il caso di non tornarci più.

  7. Ci sono venti di cambiamento che stanno spazzando tutta l’Italia ed arrivano anche in Sardegna, e come di consuetudine, anche più forti.

    Ci sono presto le elezioni comunali e sembra che i giovani vogliono dire la loro e partecipare alla stanza dei bottoni. E un Emiro sta trattando l’acquisto della Costa Smeralda, quindi si prevedono grandi cambiamenti a tutti i livelli. Speriamo per il bene!

    Il tracciato del percorso con le soluzioni ai problemi gliel’abbiamo fornito. Ora tocca a loro riportare la Sardegna al posto idilliaco che era, felice e prosperosa.

  8. Oggi avere degli immobili in Sardegna, e anche nella prestigiosa Costa Smeralda e’ una continua perdita di denaro, il perche’ non lo possiamo solo imputare alla crisi economica globale, ma bensi’ dobbiamo a mio parere fare solo autocritica, perche’ abbiamo solamente preso da una terra che ha un’altissimo potenziale turistico. Ai turisti che vengono in Sardegna in particolare il turisti che appartengano al ceto medio dal punto di vista economico si chiede un sacrificio enorme gia dal momento che salgono sul traghetto, poiche’ i prezzi sono diventati veramente inaccessibili, e ricordatevi tutti che la ricchezza la producono la gente normale che una volta l’anno passa una settimana in Sardegna, e non e’ che possiamo affidare il risultato economico di una stagione estiva, ai soli personaggi che sfoggiano le loro ricchezze tra le luci soffuse di una addormentata Porto Cervo o Porto Rotondo,bisogna anche pensare ai piccoli imprenditori che vendono i loro articoli ogni sera per tutta l’estate sacrificandosi e purtroppo ultimamente riempiendosi di debiti, perche’ loro non vendono ai ricchi ma vendono alle persone normali che magari fanno due passi nelle due perle della Costa Smeralda solamente per prendere un caffe’,mangiare un gelato o comprare una maglietta ricordo, senza tenere conto di tutti quelli come me che hanno la sventura di possedere alcuni appartamenti in Costa Smeralda. Soluzioni?
    Le soluzioni in questo momento sono veramente poche, inquanto l’italiano non ha piu’ un soldo e puntare tutto sul turismo estero mi sembra a dir poco avventuroso.
    Signori mi congedo e vi do’ la buona notte………………….

  9. Hai ragione Claudio, dobbiamo curare e trattare meglio i nostri turisti, sia i ricchi che i “normali”, se vogliamo che tornino spesso e volontieri in Sardegna. L’importante è fornirgli tanti pretesti per tornare e soggiornare in tutti i periodi dell’anno, come secondo alcuni dei suggerimenti che ho fatto nella mia relazione e così allungare la stagione a vantaggio dei “poveri” commercianti che faticano a sopravivere.

    Mi rendo conto che non sarà facile, ma se si comincia a realizzare alcune delle mie proposte, ci metteremo sulla strada giusta, ma tutti insieme dobbiamo prima iniziare a convincere i politici.

  10. buongiorno. Mi chiamo Giulia e scrivo da Milano. Trovo questo blog per caso e inizio a leggerlo perché sto pensando di venire a vivere in sardegna..cosi, giusto per avere un’idea generale, da tempo sto guardando fra gli annunci immobiliari per vedere la tipologia di case in affitto, chiaramente annuali.
    Alcune case davvero molto carine e arredate secondo uno stile igienico-umano e moderno; altre arredate con i mobili della bisnonna; e poi….villette con terreni o giardini ma con mille opzioni: da giugno a settembre, da settembre a marzo, e no animali, spesso nemmeno di piccola taglia…quindi…case con giardino ma no animali e da mese a mese…quante palle signori miei, quanti limiti! col randagismo che c’é sull isola, in case con giardino, nel 2012, ancora vengono rifiutati i cani…troppe palle, troppi limiti..agevolate signori,agevolate…che molti vanno in Corsica..intanto la scia del traghetto é sempre la stessa! vi farei leggere i molti annunci di case in affitto pubblicate dai privati..davvero incapaci di vendere le proprie proprietà, tanto da risultare quasi inospitali nelle sole righe…perdonate lo sfogo ma dovevo dirlo..per il resto, traggo speranza nel leggere che c’é qualcuno li in sardegna che sia propositivo verso l isola e il suo turismo..davvero un barlume di speranza. complimenti sig. lorenzo…perché chi cerca la sardegna, cerca la terra sarda che é unica…ma troppo chiusa, ancora nel 2012

  11. ah scusate..oltre a no cani anche no bambini, solo due persone, ecc….mai visto annunci di affitti immobiliari nel resto d’italia con tutte queste restrizioni

  12. Gentile Giulia, già con il Suo sfogo le cose cominceranno a cambiare, é un altro piccolo passo avanti a La ringrazio per il Suo intervento. La Sardegna é ancora bella e non distrutta urbanisticamente, proprio per questo atteggiamento del suo popolo, molto restio ad accogliere la gente da di fuori. Bisogna capire la sua storia, fatta da millenni di invasioni, dominazioni, pirateria e sopprusi, quindi c’é ancora diffidenza verso il forestiero. Diverso discorso in Reggio Emilia dove hanno secoli di tradizione di accoglienza turistica e sanno come trattare il forestiero, fonte primario della loro economia. La Sardegna ha iniziato da solo una cinquantina di anni. In effetti hanno già fatto passi da giganti, con una delle località piú pregiate di tutto il Mediterraneo. Ma c’é ancora tanta strada da fare. Porti un po’ di pazienza e vedrà che ne varrà la pena, alla fine Lei sarà ben accolta e sarà felice di aver trovato, anche se faticosamente, la Sua casa ideale in Sardegna.

  13. buonasera sig. Lorenzo, grazie a Lei per la sua gentile risposta e comprensione del mio sfogo. Sfogo che non viene compreso da metà della mia famiglia che é sarda e che si sente solo attaccata. Ps: Sperem..perché io stessa, che li non vivo, intravedo moltissime possibilità di sviluppo nel pieno rispetto dell’unicità territoriale e culturale sarda, se solo cambiasse la mentalità sarda in particolare e italiana in generale

  14. Ma vogliamo parlare della chiusura della storica farmacia d porto cervo ???Che a breve diventerà una Para-farmacia sicuramente con apertura stagionale. .?? Ma dove vogliamo andare….ma che villaggio vivo tutto l’anno…Sono questi i buoni propositi per animare il villaggio ?? Non aggiungo altro , indignata !!

  15. Buonasera Signor Lorenzo, sono Fabio di Milano, non aggiungo altre parole allo splendido articolo da lei scritto quasi un anno or sono, ma terribilmente attuale nei contenuti.
    Da anni ormai frequento Porto Rotondo nel mese di agosto e piano piano ho imparato a conoscerla ed apprezzarla nei diversi mesi dell’anno trovando però sempre un muro di desolazione a livello commerciale.
    Le faccio nuovamente i miei complimenti e mi auguro che la situazione migliori, per la Sardegna e per chi la vive tutto l’anno in particolari modo.
    Saluti

  16. Partiamo dal confronto con Mallorca , nella quale sono stato durante una stagione estiva su uno yacht privato … l’organizzazione turistica è l’esempio dell’eccellenza nel Mediterraneo , il porto è organizzato in maniera unica ( bocchette di scarico delle acque nere ed ingresso del vapore per sterilizzazione e bocchette carburante già predisposte in banchina ogni 3 posti barca ) mentre qui con un porto di nuova costruzione siamo riusciti ad utilizzare normative antiquate e renderlo già vecchio ancor prima di essere ultimato.Magari a volte fare dei gemellaggi con realtà più avanti della nostra non sarebbe male , senza rinchiuderci nel guscio dell’orgoglio senza senso ; trekking ed escursionismo dovrebbero essere una delle basi per l’allungarsi della stagione , ma si dovrebbe partire da una profonda conoscenza del territorio che a volte manca . Io e la mia famiglia lo facciamo molto , ma tante volte ci capita di dover prendere notizie da siti di trekking tedeschi perché in quelli sardi non si fa menzione di molti percorsi ne di molti siti archeologici a volte molto importanti ; la cantieristica dovrebbe molto reinvestire sopratutto sul miglioramento delle strutture già esistenti ( basti pensare che a PortoCervo lo scalo idraulico è rotto da circa due anni) e sulla preparazione dei dipendenti . Senza andare in Turchia , la barca di 28 metri su cui lavoro si trova a Ravenna , dove i dipendenti a turno ogni 4 / 6 mesi vanno a fare corsi di aggiornamento , cosa su cui siamo molto indietro ( ahime ne ho avuto riscontri diretti , a volte imbarazzanti , sia con le imbarcazioni su cui ho lavorato , sia su molte di cui ho curato il trasporto invernale ) ; il parco ….. punto molto delicato , perché non ritengo che il parco dell’arcipelago maddalenino sia gestito come un qualsiasi altro parco nazionale del Mediterraneo , ma solo a scopo speculativo e di leva politica . In ogni altro parco in cui ho navigato e sostato (ho la fortuna di aver girato la maggior parte del Mediterraneo) i parchi e le riserve naturali sono motivo di orgoglio , salvaguardia e ricchezza , mentre qui stiamo arrivando a ritenerlo un nemico .Anche qui , un po di umiltà per uscire ed andare ad imparare da chi è più esperto non sarebbe male ! La tassa sulle barche lasciamola stare per favore , il mercato nautico direi è sufficientemente in difficoltà , mentre nello specifico entrerei a controllare con maggior attenzione i contratti di assunzione vista la nebulosità di molte leggi nel comparto . I campi boe , se ben gestiti ( così come il Parco ) dovrebbero essere un modo intelligente sia di salvaguardia che di possibilità d’investimento e lavoro oltre che di maggior fruibilità del parco stesso , ma va accompagnato anche da un maggior controllo sulla sicurezza e adeguatezza degli impianti sulle imbarcazioni … visto che hai fatto l’esempio della Turchia , li ad esempio se non hai un impianto Hamann o simili , con eguale certificazione , per il trattamento dei liquami di bordo , in molti porti e località nemmeno ti fanno avvicinare ! Quindi in tutto il discorso credo che la parola d’ordine sia ” avere il coraggio di imparare dalle altre realtà senza chiuderci nel nostro guscio e in seguito avere il coraggio di investire , non più soltanto nell’edilizia , ma nel miglioramento dei servizi ” . Concludo con un ultima nota dolente : se la Regione non comprende che l’apertura alla concorrenza per i trasporti è di vitale importanza per la Sardegna ( la continuità territoriale la ritengo una mera scusa per non aprire il mercato alla concorrenza ) rimarreme sempre e comunque con un gapp enorme rispetto a tantissime altre realtà turistiche ! Scusate la lungaggine ma è un argomento a cui tengo molto e spero in molti altri articoli e possibilità di confronto simili a questa =)

  17. Grazie Davide Pinna per il tuo contributo e sono d’accordo con tutto quello che dici. Certo che è importante guardarci attorno e imparare da chi ha già affrontato il problema e trovato la soluzione ottimale. Esempi ce ne sono tanti nel Mediterraneo, io e te li abbiamo visti. Ma abbiamo troppi politici e burocrati che interessano solo conservare il proprio piccolo dominio a discapito dell’interesse pubblico, generale.

    Ora con le prossime elezioni abbiamo la possibilità di cambiare la Sardegna e l’Italia intera con un governo nuovo, capace e onesto…. se votiamo bene!

  18. Carissimo Dott. Camillo, con grande emozione ho letto tutto quello che ha scritto.
    Quanta verità e se ritorno indietro nel tempo, ricordo con quanto amore e passione ha sempre seguito e amato la nostra terra…… Anch’io come Lei, mi chiedo e non capisco: abbiamo un grande potenziale (il nostro territorio) un ottimo clima, perchè i nostri politici non hanno nessun interesse a far allungare la stagione estiva? O forse non sono all’altezza? E noi cosa faccimao per ribellarci???? Quanto mi dispiace dover leggere tutte le lamentele sul nostro comportamento e quanto poco offriamo ai nostri turisti. Forrei poter fare qualcosa……..
    La saluto, Roberta

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